Da CanDiDa Di CaMpIoNe d'ItAliA (CO)



Valichiamo due volte i confini italiani, quelli fisici, passando per la dogana svizzera per raggiungere l'enclave italiana e, quelli enogastronomici, per affrontare la cucina dello chef francese Bernard Fournier.
Il piccolo locale posto nel centro della cittadina di Campione d'Italia, noto ai più per il gioco d'azzardo offerto dallo storico casinò nato nel lontano 1917 e divenuto simbolo del paese dopo la riapertura nel 1933, è una piccola bomboniera dagli spazi contenuti e dalla vena decisamente romantica.


In sala lo chef colloquia e serve gli astanti coadiuvato da una garbata aiutante, dalla cucina escono piatti dalla decisa vena classica, con ampi rimandi alle cucine francese ed internazionali, puntando sul comfort.

Ampia la scelta alla carta, con alcuni piatti - da 16 a 44 chf - ever green consigliati dallo chef, un più ampio menu degustazione proposto a 105 chf e uno più contenuto a sorpresa a 67 chf comprendente tre portate più un dessert maison. A pranzo menu business a 45 chf.

La carta dei vini propone etichette di assoluto rilievo ma è un po' limitata per un locale di tale risma, divisa tra vini italiani ed esteri con ovvia prevalenza di quelli d'oltralpe sui quali ovviamente punteremo.

Con gli antipasti cominceremo con un Beaujolais Julienas 2014 Domaine de la Conseillère e le sue note balsamiche. Sfondo di una finezza ben calibrata e dalla beva davvero convincente


Nell'attesa ecco due entrée: ombrina con olive e pesce cobia con salsa tonnata, la leggiadria dei gusti per preparare il palato al nostro percorso.


Il "degustazione" parte ufficialmente con uno dei classici del locale, la terrina di foie gras al pepe di Sichuan con chutney di kiwi, decisamente uno di quei piatti da non perdere e che valgono il viaggio. L'acidità rallegra il palato sedotto dalla parte lipidica del fegato. Una lotta impari contro l'etica.


Tataki di manzo con carciofi al profumo di arancia e timo. Il più leggero tra i piatti proposti ma di sicura piacevolezza con carciofi ed arancia che nobilitano la carne leggermente scottata.


Sul fronte vino saliamo di intensità con un Savigny le Beaune 2012 Maillard, naso di resina e qualche nota animale che lascia spazio ad un buon frutto e al boisé, il palato viene ben avvolto con un finale di ottima persistenza.


Gnocchi di patate ripieni al roquefort, noci e liquirizia. Piatto di pancia con quel tocco di liquirizia che innesca la salivazione



Cassolette di capesante. Si gioca di fioretto con la delicatezza e la dolcezza della capasanta.



Trancio di luccioperca in crosta di patate e bisque di astice, per me salsa al burro. Da un secondo di pesce mi aspetto onestamente di più. La crosta di patate rientra nei classici che forse hanno fatto il loro tempo. Buone le cotture ma non ci ha fatto vibrare.



Mousse di formaggio di capra e ananas all'anice stellato: Manca solo una punta salina ad un predolce che si distacca dallo stile fin qui seguito. 


Tiramisu come un creme caramel. Il cambio di presentazione e consistenza allieta ma anche qui non si offre nulla di più di un buon dolce.


Terminiamo con una piccola pasticceria di buona fattura.


Concludo con qualche domanda: cosa ci si aspetta da uno stellato? Mangiar e bere bene? Essere coccolati? Il brivido è sempre e comunque necessario anche quando si ha di fronte un ristorante classico? 

Luca Formenti

Ristorante Da Candida
Via Marco, 4 
22060 Campione d'Italia CO 
Telefono: +41 91 649 75 41
Chiuso lunedì tutto il giorno e martedì a pranzo.


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